
In un futuro non molto lontano, una potente multinazionale sta sfruttando le risorse naturali ed energetiche di Pandora, pianeta simile alla terra ma pieno di foreste incantate
Jake Sully, ex marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle, è stato scelto per guidare un ibrido tra un umano e un Navi, nativi di pandora, all’interno della popolazione indigena, per dialogare con gli stessi e stabilire un contatto tra terrestri e nativi.
Quando il corpo e la mente di Jake entrano nel corpo del Na’vi ibrido jake riprende la sua vecchia vita e ricomincia a ragionare da soldato.
L’ibrido umano Na’vi si chiama Avatar, una proiezione di noi in un’altra realtà o meglio, secondo la tradzione induista, Incarnazione.
Non è una semplice proiezione di se stessi in una nuova realtà ma diventa una vera e propria reincarnazione su di un nuovo corpo, quello di cui aveva bisogno il soldato jack per sentirsi nuovamente vivo, non a caso, riacquistando padronanza dei suoi movimenti, Jack fugge da tutti per ritornare a correre e liberarsi dalla sedia a rotella.
Man mano che si avvicina ai nativi, Jake passa da scemo che non riesce a parlare il linguaggio Na’vi a diventare la reincarnazione del leggendario domatore di Turuk, gigantesco Ikran , volatile preistorico noto per essere un cacciatore spietato o “l’ultima ombra prima della morte” ed essere accolto definitivamente come condottiero del popolo.
Per capire a pieno Avatar bisogna indossare gli occhiali 3D ed immergersi completamente nel magnifico mondo di Pandora. Per noi, comuni spettatori bastano degli occhiali speciali, per i protagonisti del film ci vuole una complessa tecnologia sensoriale e l’immersione in uno stato di coma per incarnarsi in pieno nel proprio Avatar e sentirsi pienamente Na’vi e non più ibridi metà umani e metà indigeni.
Ma, dopo un po’, capiamo questi Na’vi sono molto più umani di quello che pensiamo.
Sono i nostri antenati, meglio, i primi veri antenati del popolo nordamericano ossia gli indiani d’America. Come essi vengono cacciati dalle loro terre e hanno un rapporto molto intenso con la vera essenza della natura che, l’uomo d’oggi, intento ad inquinare e distruggere, come quello del 2154, non vuole ricordare o vuole recuperare.
Messaggio semplice e valido sempre. Ribadito, ingigantito, trasmesso in tutte le salse e infine commercializzato a più non posso come questo film che oltre al messaggio chiaro e lampante fin dall’inizio, vuole darci una lezione che viene spesso ripetuta, e puntualmente dimenticata, all’inizio di ogni film proiettato sl grande schermo:“ non scaricate il film da internet”.
Perchè al di là del semplice messaggio iniziale, questo film vuole, e c’è riuscito molto bene, riportare il pubblico nelle sale. Non si lavora per 15 anni su di un film senza aver dei finanziatori forti e degli incassi sbalorditivi come gli effetti speciali del film.
Vedendo il film si crede di essere dentro un mega videogioco in cui la lotta fra il bene e il male non può che finire a favore del bene. Non a caso, a completare l’operazione commerciale ci saranno i videogiochi ufficiali del film disponibili presto per tutte le piattaforme di gioco in commercio.
Così, adulti e bambini potranno ricrearsi il proprio avatar di gioco e immergersi nel proprio mondo incantato perché nel nostro il vaso di Pandora oramai è stato aperto da tempo.